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Spring if you wanna go faster: il romanticismo inglese in poesia

Anche solo la parola “primavera” evoca nella nostra mente immagini dolci: dai primi raggi caldi del sole che baciano la pelle agli alberi in fiore che animano le nostre strade. Non è un caso, quindi, se questa stagione è stata la musa ispiratrice di moltissimi poeti, specialmente del romanticismo inglese.

Ma chi ha detto che la primavera simboleggia solo l’amore a due? Il romanticismo come lo conosciamo noi, cioccolatini e canzoni pop, è solo una storpiatura del movimento letterario, che invece si nutriva di suggestioni malinconiche e visioni di altri mondi, come quello dei morti e della natura. È un romanticismo che si declina nelle pieghe dell’anima umana e nella gioia che proviene dalla bellezza, qualunque sia la fonte che la emana.

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Poesie sulla Primavera nella Letteratura Inglese

Un antesignano del romanticismo è senza alcun’ombra di dubbio William Blake, che inaugura l’arrivo della Primavera con una poesia vivace, “Spring”, un inno al risveglio della natura. Il flauto era muto durante l’inverno, ma ora inizia a suonare, gli uccellini cinguettano, e si sentono nella valle le grida dei bambini che giocano allegri. Blake nelle sue poesie dipinge la primavera come una stagione innocente e pura.

Little boy, Full of joy;
Little girl, Sweet and small;
Cock does crow, So do you;
Merry voice, Infant noise;
Merrily, merrily, to welcome in the year.”

Ragazzino tutto brio;
Ragazzina dolce e piccola;
canta il gallo, così voi; gaia voce.
il vostro chiasso,
lieti l'Anno a festeggiare.”

 Anche William Wordsworth è diventato celebre con una poesia dedicata alla Primavera e, nella fattispecie, ai narcisi. Ma I Wandered Lonely as a Cloud, nota anche come The Daffodils, è più di un semplice omaggio allo splendido fiore: questo componimento apre le porte alla dimensione della visione, la cosiddetta recollection of ideas che diventerà un celeberrimo topos romantico.

Si tratta del piacere di ricordare, durante la giornata, qualcosa che ci ha pizzicato l’anima: in questo caso una semplice passeggiata in mezzo alla natura viva, dove i fiori non sono elementi statici, ma quasi esseri viventi. Li chiama “folla” il poeta, come se fossero persone che danzano al ritmo della leggera brezza primaverile.

“I wandered lonely as a cloud
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.”

“Erravo solo come una nuvola
Che fluttua in alto su valli e colline,
Quando all’improvviso vidi una folla,
Una miriade di narcisi dorati;
Accanto al lago, sotto gli alberi,
che svolazzavano e danzavano nella brezza.”

 È l’essere umano che si riconnette con la terra quello descritto da Wordsworth, e l’amore celebrato non è quello sentimentale, ma uno ancora più grande: quello per le piccole cose che ci danno la gioia di vivere.

“A poet could not but be gay,
in such a jocund company:
I gazed—and gazed—but little thought
what wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.”

“Un poeta non poteva che rallegrarsi,
In tale gioconda compagnia:
Io miravo e rimiravo – senza pensare
A quale ricchezza lo spettacolo mi aveva portato:
Perché spesso, quando me ne sto steso sul sofà
Distratto o pensieroso,
Essi mi balenano all’occhio interiore
Che è la grazia della solitudine;
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
E danza con i narcisi.”

 Immancabile nel nostro breve viaggio tra le poesie sulla primavera, il tocco del poeta romantico inglese per eccellenza, John Keats, che ne “Le Stagioni Umane” descrive la stagione come il momento in cui l’essere umano inizia a cogliere davvero la meraviglia della vita. Insieme alla natura sboccia anche la coscienza, la percezione, il senso di ciò che vogliamo davvero. La nostra primavera è un po’ la maturazione dopo un inverno spento, è una rinascita che ci vede assoluti protagonisti. 

“Four Seasons fill the measure of the year;
There are four seasons in the mind of man:
He has his lusty Spring, when fancy clear
Takes in all beauty with an easy span.”

“Quattro stagioni fanno intero l’anno,
quattro stagioni ha l’animo dell’uomo.
Egli ha la sua robusta Primavera
quando coglie l’ingenua fantasia
ad aprire di mano ogni bellezza.”


Dopo questo piccolo assaggio poetico, ricco di suggestioni ed emozioni, non vi resta che immergervi nella meraviglia della primavera, dovunque voi siate.

Animali fantastici e dove trovarli: storia del coniglietto pasquale

 

“Il coniglio, che non sta mai fermo (ne sa qualcosa Roger Rabbit) potrebbe essere un motore di cambiamento: in fondo l’Alice di Lewis Carroll scopre il paese delle meraviglie inseguendo un coniglio bianco”
(Carlo Grande)

 

La Pasqua, come il Natale, è una festa legata alla tradizione cristiana ma per tutti i bambini (e a volte anche per i più grandi) è più un’occasione per scambiarsi i regali e mangiare cose buone. Se in Italia l’uovo di cioccolato la fa da padrone nei sogni di tutti i piccini, nell’universo anglosassone il protagonista della festività è il coniglio pasquale. Perfetto da sgranocchiare a partire dalle sue orecchiette lunghe, il dolce coniglietto ha un’origine piuttosto misteriosa e totalmente svincolata dalla celebrazione religiosa.

Origini mitologiche del coniglio pasquale

Secondo il monaco inglese Bede (VIII secolo) il coniglio di Pasqua sarebbe legato al mese anglosassone di Eosturmonath, da cui deriverebbe sia la parola inglese Easter che quella tedesca Ostern. La dea Eostre, simbolo della fertilità, avrebbe avuto proprio un coniglio come simbolo, data la loro nota tendenza … ad accoppiarsi spesso e generare grandi cucciolate! Un'altra fonte, invece, pone i riflettori sui poteri della dea che, per far ridere un gruppo di bambini, trasformò un uccellino in un coniglio dandogli anche la possibilità di deporre uova colorate. Persino Jacob, uno dei celebri fratelli Grimm, riconduce la tradizione dell’Easter Rabbit alla dea Eostre/Ostara nel suo dizionario mitologico. Eppure, secondo alcuni, queste storie sono solo una corruzione dei racconti folcloristici ucraini legati alla tradizione locale di decorare le uova (pysanky).

 

coniglio-pasquale

 

Lepri, Conigli e… Marsupiali

Storicamente parlando, il coniglietto pasquale sarebbe arrivato in America nel 1700 con gli immigrati tedeschi che portarono in Pennsylvania la tradizione della lepre che depone le uova (Osterhase/Oschter Haws). All’inizio i bambini realizzavano dei nidi in cui le creature potevano lasciare le loro uova colorate; successivamente la tradizione iniziò a coinvolgere anche la cioccolata, le caramelle e i cestini colorati al posto dei nidi.

Dall’antica lepre al nostro coniglio il passo è breve, ma cosa dire del bilby? In Australia il protagonista della Pasqua appartiene alla famiglia dei marsupiali, ma ha le orecchie molto lunghe, come i conigli.

L’immaginario pasquale, comunque, non si ferma alla famiglia dei leporidi: in Svizzera le uova colorate vengono trasportate dal cuculo, mentre in alcune parti della Germania da una volpe!

Il Coniglio e l’Uovo di Pasqua

L’Easter Bunny è senza dubbio frutto di una tradizione pagana. Eppure, lo si trova spesso nell’iconografia cristiana che vede protagonista Maria. Vi starete chiedendo cosa abbiano in comune la Vergine e i conigli. Non è un paradosso: visto che i leporidi sono così fertili, gli antichi greci e i cristiani di età medievale pensavano che potessero riprodursi senza avere rapporti… proprio come accadde a Maria secondo la tradizione. Il vero protagonista della celebrazione cristiana, però, è l’uovo che, insieme alla colomba, simboleggia la risurrezione di Gesù dal sepolcro.

L’Uovo Matrioska

Tuttavia, la tradizione dell’uovo come simbolo della vita ha origini medievali: le uova venivano bollite con delle foglie che rilasciavano il colore e poi venivano regalate alla servitù. I re trecenteschi invece, come Edoardo I, chiedevano per sé uova di Pasqua tutte d’oro. L’idea di inserirvi un regalo all’interno arrivò solo nella Russia ottocentesca grazie all’estro dell’orafo Fabergé, il quale creò, su richiesta dello zar Alessandro III, un uovo di platino smaltato di bianco con all’interno un uovo, una corona imperiale e un pulcino d'oro. Il prestigioso presente avrebbe allietato la zarina Maria Fëdorovna e avrebbe segnato per sempre l’immaginario di tutto il mondo.

Perché scegliere un soggiorno studio all'estero per imparare l'inglese

Il miglior metodo per conoscere il mondo, è conoscere le sue lingue.
Il miglior metodo per imparale è viverle, con i soggiorni studio all’estero International House.

Studiare all’estero è da sempre un’esperienza formativa utile sia per gli studenti delle scuole secondarie che per chi frequenta l’università o è già inserito attivamente nel mondo del lavoro. Mentre si scopre la storia, la cultura, lo stile di vita di una nazione straniera, è infatti possibile migliorare le proprie competenze linguistiche.

Imparare una nuova lingua direttamente nel paese dove si parla è un modo meraviglioso di conoscere il mondo. Mentre impariamo a relazionarci con le persone e miglioriamo la nostra proprietà di linguaggio infatti, entriamo in contatto con la cultura locale, con la storia e con le bellezze naturali del luogo. 

Studiare all’estero vuol dire anche sperimentare nuove forme di didattica per l’apprendimento della lingua straniera. La metodologia adottata rappresenta un elemento fondamentale per selezionare l’ente giusto a cui affidarsi per la propria formazione linguistica all’estero. Tra i migliori al mondo non può che esserci International House, forte di un network di 159 scuole in 52 nazioni e oltre 50 anni di esperienza nell’insegnamento delle lingue e nella formazione di insegnanti di inglese. 

Un soggiorno studio all'estero ti consente di praticare la lingua ogni giorno: una full immersion che cambierà per sempre il tuo modo di “pensare” la lingua straniera.

 

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Le migliori località dove studiare inglese all’estero

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Per i più giovani, invece, International House offre un servizio di consulenza e organizzazione di vacanze studio estive in ogni parte del mondo. Molto interessanti le mete di Belfast nella suggestiva Irlanda del Nord e Toronto, la metropoli più attraente del panorama canadese.

Per i professionisti in cerca di nuove opportunità di business o mossi dalla voglia di coltivare il proprio background linguistico, segnaliamo le sedi di Newcastle, Manchester e Dublino, realtà che offrono molte opportunità dal punto di vista lavorativo oltre che formativo.

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Le tradizioni del Carnevale anglosassone

Quando in Italia pensiamo al Carnevale, ci riferiamo a una festa in maschera molto cara soprattutto ai bambini che si tiene tra gli ultimi giorni di febbraio e l’inizio del mese di marzo. In realtà, ogni Paese celebra il Carnevale in modo diverso in base alla propria cultura e ai suoi usi e costumi.

La tradizione del Carnevale anglosassone è molto lontana da quella italiana, che è collegata all’inizio della Quaresima e si chiude con il martedì grasso.

L’unica iniziativa anglosassone simile come concetto al nostro Carnevale è il “Pancake Tuesday”, o “ Shrove Tuesday”: una pratica popolare in cui il giorno prima dell’inizio della stagione di penitenza alimentare della Quaresima (Lent) si festeggiava mangiando cibi ricchi e grassi liberandosi di tutte le riserve della propria dispensa. Durante il Pancake Day si mangiano solo ed esclusivamente pancake: dolci, salati, ripieni, di tutti i tipi!

Ma c’è un Carnevale inglese – anzi, londinese – famoso in tutto il mondo che invece somiglia al nostro Carnevale per le parate dei carri e l’atmosfera festosa: il Notting Hill Carnival.

 

notting hill carnevale londra

 

Il Carnevale di Notting Hill

Il Notting Hill Carnival si tiene ogni anno per due giorni: l’ultimo lunedì di agosto – Bank Holiday - e la domenica precedente.

È uno dei più grandi carnevali di strada del mondo: ogni anno, quasi un milione di persone partecipa a questa celebrazione di due giorni del patrimonio culturale caraibico per le strade di Notting Hill. Le celebrazioni includono balli caraibici in costume - reggae, merengue, calypso, rumba,  zouk - e venditori ambulanti che vendono cibi e bevande tipici della cucina caraibica come jerk chicken , callaloo, lo stufato di capra tradizionale e rum. Molti cibi caraibici hanno radici nelle cucine di Europa, America, Cina e Africa.

La prima notizia di un carnevale caraibico risale al 1959, quando si tenne un carnevale nella St. Pancras Town Hall a Londra per cercare di favorire e sistemare i difficili rapporti tra i residenti inglesi e la comunità caraibica formata dagli immigrati delle colonie britanniche delle Antille.

Quel primo evento diede impulso al Notting Hill Carnival per come lo conosciamo ora e che nella sua parata di carri con gli oratori che ne seguono il percorso condividono la storia e le tradizioni dei Caraibi e della comunità caraibica con vivaci rappresentazioni piene di colore.

 

carnevale inglese notting hill

 

Questa celebrazione annuale si tiene nel quartiere di Kensington e Chelsea ed è organizzato e gestito dalle comunità delle Indie Occidentali Britanniche ed è un evento molto significativo per la Black British culture a Londra.  Nel 2006 il Regno Unito ha votato e aggiunto il Notting Hill Carnival alla famosa lista delle Icons of England.

È una festa molto bella e folkloristica, è vi suggeriamo di parteciparvi almeno una volta nella vita. L’importante è che, qualora decidiate di andare, lo viviate da assoluti protagonisti e non da spettatori: mescolatevi con il fiume di gente in movimento costante, mangiate il cibo di strada, indossate una maschera e ballate ai ritmi travolgenti della musica che arriva da ogni parte, sia dalle casse nelle strade  e delle case private che dai carri della parata.

Se poi vorrai partecipare a questo Carnevale inglese con un livello di conoscenza della lingua che ti permetta di comunicare  con gli altri partecipanti e instaurare dei rapporti di amicizia, non perdere altro tempo e migliora il tuo inglese!

International House – Accademia Britannica è una delle scuole di inglese a Roma più affidabili e all’avanguardia per tecniche e metodi di insegnamento. Scopri subito i nostri corsi di inglese e le certificazioni che è possibile ottenere presso la nostra Accademia.

 

 

 

 

Le tradizioni del carnevale anglosassone

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