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I 5 film inglesi d’amore più belli di sempre

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Pop corn, coca-cola e copertina, va ora in onda, su questi schermi, la classifica delle più belle pellicole romantiche firmate UK che hanno fatto battere il cuore agli instancabili sognatori di tutto il mondo.


  1. “Shakespeare in love” (1998): Londra, estate del 1593, Will Shakespeare, giovane promessa del teatro inglese, è in crisi creativa. Incontra Lady Viola che, appassionata di recitazione, gli si presenta travestita da maschio, ottenendo così il ruolo di Romeo in un dramma d’amore, ancora però in fase di scrittura. Scoperta la sua vera identità, tra i due nasce la passione. Will, finalmente ispirato, riuscirà a portare a termine la sua opera “Romeo and Juliet”.

  1. Notting Hill” (1999): ambientato nell’omonimo quartiere di Londra, narra la storia d’amore tra la star del cinema Anna Scott e William, un ragazzo comune che gestisce una libreria specializzata in libri di viaggio. È proprio qui che William incontra Anna ed è subito amore a prima vista, complicato purtroppo dai diversi mondi a cui appartengono. Quando, però, in città arriva il fidanzato di lei la storia sembra dover finire ma Anna entra un giorno in libreria…

  1. “Il diario di Bridget Jones”, commedia romantica del 2001, racconta la vita di Bridget, una trentenne single frustata, che ha come unici hobby la sigaretta, il bicchiere di troppo e le figuracce. È invaghita del suo capo Daniel, bello, professione donnaiolo. Il giorno di Capodanno viene invitata, come ogni anno, al buffet a base di tacchino al curry di sua madre, che tenta in ogni modo di accasarla: è così che fa la conoscenza di Mark, un avvocatodivorziato che si mostra scostante nei suoi confronti. Bridget decide che con il nuovo anno è tempo di cambiare: in un diario scrive tutta la verità su di sé … Con chi comincerà una nuova pagina del suo diario? Mark o Daniel?

  1. “Sognando Beckham”, film del 2002, offre svariati spunti di riflessione sulla diversità di culture che possono intrecciarsi tra di loro: Jess è infatti una ragazza Indo-britannica e vive nella periferia londinese insieme alla sua famiglia fortemente legata alla loro cultura e religione. I suoi genitori, infatti, vorrebbero che seguisse le loro orme, ma Jess, pur rispettando i valori familiari, sogna di diventare una campionessa di calcio proprio come il suo idolo, David Beckham. Un giorno al parco, conosce Jules, una calciatrice coetanea che la invita a unirsi alla squadra locale: il talento di Jess attira subito l’attenzione di Joe, giovane allenatore con il quale si instaura un’ottima intesa.

  1. “Orgoglio e pregiudizio” (2005), tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen, narra la vicenda di una famiglia al femminile composta dalla signora Bennet e dalle sue 5 figlie. Jane, la figlia maggiore, si infatua del ricco scapolo Bingley, che purtroppo la abbandona all’improvviso. Anche la sorella minore Elisabeth ha problemi di cuore con Darcy, amico aristocratico di Bingley, che non ha mai visto di buon occhio la sua famiglia per la modesta estrazione sociale. Nonostante i malintesi, il lieto fine non si fa attendere: vengono sconfitti così l’orgoglio ed il pregiudizio.


Abbiamo viaggiato dall’epoca vittoriana ai giorni nostri per regalarvi delle emozioni in perfetto stile british: qual è la vostra storia preferita?

Turismo outdoor: anche a Londra si può!

Affermare di aver scelto la Gran Bretagna come meta estiva lascia sempre gli interlocutori senza parole. Il perché è molto semplice: l’isola più famosa del vecchio continente è rinomata per il clima non proprio mite, ma soprattutto per quella costante pioggerellina che fa rinunciare all’ombrello anche i più impavidi.

Tuttavia, il Regno Unito in sé, ma nella fattispecie la sua “regina” Londra hanno moltissimo da offrire, anche nella stagione più calda dell’anno. Prima di tutto, se soffrite molto le temperature estive Londra può rivelarsi un’ottima oasi dove respirare, specialmente quando si tratta di camminare per vedere tutte le meraviglie che offre la città. Tralasciati i musei e numerose attrattive culturali già note della Capitale Europea – dal Big Ben alla National Gallery - ci sono moltissime attività all’aperto da fare a Londra d’estate.

Negli ultimi anni, infatti, il turismo outdoor sta prendendo sempre più piede, specialmente in Italia. Ma è sbagliato pensare che si possano praticare attività all’aperto solo nel nostro Bel – e mite- Paese. Mettetevi in modalità “outdoor”, quindi, e scoprite con noi le bellezze londinesi per una vacanza all’insegna della cultura e del verde!

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Il Carnevale ad agosto

Noi italiani siamo abituati a festeggiare il Carnevale tra febbraio e marzo: che ne pensate di fare qualcosa di alternativo e festeggiarlo ad agosto? Il 25 e il 26 del mese Notting Hill, il celebre quartiere che tutti ricordano anche per il film d’amore con Hugh Grant e Julia Roberts, si veste a festa con il carnevale di strada. Dal 1964, infatti, la comunità caraibica festeggia la propria identità, tra musica, carri e prelibatezze tipiche: lasciatevi travolgere da questa festa esotica!

 

Londra su due ruote

Se siete degli sportivi accaniti e anche d’estate non volete rinunciare al movimento, fiondatevi a fare un bike tour. Vedere Londra su due ruote ha il duplice scopo di scoprire le bellezze della città e di essere accarezzati dalla brezza inglese: questa combo di cultura e sport è perfetta per tutti, dai gruppi di amici alle coppiette, fino alle famiglie!

 

Hampstead Heath per l’ecoturista

Il parco a nord di Londra è facile da raggiungere e perfetto per vivere un’esperienza green a 360°: all’interno sono presenti stagni per pescare, piscine per rinfrescarsi e persino uno zoo. Potrete passeggiare nella natura, bere un drink fresco in caffetteria e godere delle meraviglie di questo “bosco urbano”. Una meta assolutamente imprescindibile per tutti coloro che cercano la pace e non vogliono stressarsi col caos metropolitano.

Insomma, non solo famiglia reale e tè per le vostre vacanze londinesi: immergetevi nel clima british e riscoprite il fascino di una città tanto cosmopolita quanto rilassante!

Tre eroi inglesi senza tempo: dalla letteratura al cinema

La letteratura inglese è ricca di personaggi che hanno suggestionato la nostra fantasia: elencarli tutti sarebbe impossibile, quindi abbiamo stilato una TOP 3 per ispirarvi.

E se i libri non fanno per voi, potete saltare la fase cartacea per immergervi nella sessione cinematografica: il bello di questi eroi, infatti, è che sono passati facilmente dall’inchiostro alla pellicola.

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Re Artù

Il viaggio nel mondo degli eroi letterari inglesi deve necessariamente da re Artù, il protagonista del ciclo bretone, o appunto arturiano, che dominò la scena medievale affiancato dai celebri Cavalieri della Tavola Rotonda. Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Mago Merlino, della potente Excalibur conficcata nella roccia, dell’amore tra la regina Ginevra e il cavaliere Lancillotto. “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse” riporta Dante mentre racconta come nacque la passione tra Paolo e Francesca, i due celebri lussuriosi nel canto V dell’Inferno: e il sommo poeta si riferisce proprio al romanzo cavalleresco su re Artù!

Se a scuola la letteratura non era il vostro forte, tranquilli: siamo certi che abbiate apprezzato il cartone Disney “La spada nella Roccia”, un cult degli anni Sessanta, oppure “Il primo cavaliere”, il film con Sean Connery nei panni di un attempato, ma comunque affascinante Artù, Richard Gere come aitante Lancillotto e Julia Ormond come elegantissima Ginevra.

Robin Hood

Dai nobili passiamo al fuorilegge (o nobile decaduto, o giustiziere?) che rubava ai ricchi per dare ai poveri: Robin Hood, un eroe tra mito e realtà, ma soprattutto vestito di verde! La prima immagine che ci sfiora la mente mentre il suo nome si palesa in un pensiero è sicuramente quella di un arciere. La seconda… di una volpe. Già, perché anche qui la Disney ci ha messo, letteralmente, lo zampino, dipingendo Robin e la sua Lady Marian come due volpi, seguiti dall’orso Little John, dal tasso Fra Tuck, dalla gallina Lady Cocca, dai leoni Re Riccardo e Principe Giovanni: e la foresta di Sherwood è davvero al completo! Per i più cinefili non mancano ovviamente le versioni sul grande schermo: quella del 1991 con Kevin Costner e quella del 2010 con Russell Crowe.

Sherlock Holmes

E se l’epica, con le sue magie e le sue avventure non fa per voi, probabilmente avete gusti più moderni e preferite un eroe più intellettuale. Messe da parte spade magiche e archi, si approda nel mondo contemporaneo di Sherlock Holmes, l’investigatore. Siamo nel XIX secolo quando Arthur Conan Doyle inventa l’icona del giallo moderno. Il detective inglese non solo ha ispirato la nascita di tanti altri personaggi – per citarne uno Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa di Umberto Eco – ma è anche diventato il protagonista del celebre film con Robert Downey JR e Jude Law (nei panni della spalla Watson) e della celebre serie tv Sherlock!
Che siate appassionati di cavalieri o di eroi contemporanei, poco importa: ci sono storie che riescono ad appassionarci a prescindere dal tempo che passa, ma soprattutto dal mezzo che le racconta. Lasciatevi incantare!

Le scrittrici che hanno fatto sognare la letteratura inglese

«Quando leggo di una strega gettata nel fiume, di una donna posseduta dai diavoli, di una levatrice esperta di erbe, o perfino dell'esistenza della madre di qualche uomo notevole, penso che siamo sulle tracce di un romanziere perduto, di un poeta costretto al silenzio, di qualche muta e ingloriosa Jane Austen, di qualche Emily Bronte che si sarà fracassata il cervello fra le brughiere, oppure avrà vagato gemendo per le strade, resa pazza dalla tortura inflittale dal proprio talento. Infatti sarei capace di scommettere che Anonimo, il quale scrisse tante poesie senza firmarle, spesso era una donna.»

Con queste parole Virginia Woolf descriveva perfettamente la difficoltà di affermazione del genio femminile. Una difficoltà che ha attraversato i secoli, ma che ha dovuto fare i conti con il dirompente genio delle donne. Un estro spesso recluso nell’ambiente domestico, che ha lottato per emergere, spesso attraverso uno pseudonimo maschile, solo per ottenere “una possibilità” di essere ascoltato.

E già il titolo del saggio di Woolf, “Una stanza tutta per sé”, allude non solo a quel posto nel mondo che poche donne sono riuscite a conquistare in passato, ma rievoca anche la storia di una di quelle donne, nonché una delle scrittrici inglesi più amate di sempre: Jane Austen.

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Da Jane Austen a Mary Shelley

Ironica, irriverente, assolutamente inimitabile Jane: nessuno che abbia letto Orgoglio e Pregiudizio può dimenticare la verve della sua Elizabeth in un’epoca in cui l’apparenza era davvero il pane quotidiano. Jane, priva appunto di uno studio (perché mai una donna ne avrebbe avuto bisogno?), scriveva in soggiorno celando i propri manoscritti. Ma questa mancata stanza, da un certo punto di vista, fu la sua forza e le permise di osservare tutti i caratteri che attraversavano l’ambiente, per poi ridipingerli e anche parodiarli nei suoi romanzi.

L’altra scrittrice menzionata da Virginia Woolf è Emily Bronte, autrice di Cime Tempestose e sorella di Charlotte, autrice a sua volta di Jane Eyre. Le sorelle Bronte hanno sfornato due capolavori senza tempo della letteratura inglese, che danno parecchio risalto alla figura femminile: in antitesi con la donna vittoriana, le eroine letterarie dell’Ottocento inglese sono appassionate e coraggiose. Questi romanzi danno voce all’universo femminile, che nella realtà veniva relegato in casa a ricamare solo per compiacere un ipotetico marito.

Di tutto altro avviso Mary Shelley, la mamma di Frankenstein. Una donna con una vita travagliata, piena di passioni e dolori, che aveva dentro un bel mostro da tirare fuori, quello della solitudine. Nella sua dotta fantasia, tale creatura prende vita nel laboratorio di un medico portando nel mondo la sua rabbia, metafora dell’essere umano e di tutti i suoi dissidi interiori.

Donne del Novecento

Ma queste, ovviamente, sono solo le protagoniste dell’Ottocento: un secolo prolifero per la penna femminile in Inghilterra. A cavallo tra i due secoli arriverà al galoppo anche Agatha Christie, la “signora in giallo” autrice del celebre Assassinio sull'Orient Express e di tanti altri libri amatissimi in tutto il mondo, oltre alla già menzionata Virginia Woolf.

Cosa dire dei giorni nostri? Un nome tra tutti è quello della scrittrice che ha incantato tutti col suo maghetto: ovviamente stiamo parlando J.K. Rowling, la mamma di Harry Potter!

Tea always. Una storia d’amore lunga oltre tre secoli

Quando si pensa al Regno Unito una delle immagini ricorrenti è senza dubbio quella del tè delle cinque. Un rito, entrato nell'immaginario comune, che ricorda un po' la passione per il caffè espresso che contraddistingue gli italiani.

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Come canta anche Sting in una sua celebre hit: I don't drink coffee, I take tea, my dear. Di fatto gli inglesi sono davvero golosi di tè e non si limitano a berlo alle 5 del pomeriggio! Una frase che sentirete spesso in UK è “tea always”, breve massima che rappresenta perfettamente la passione della popolazione per la bevanda orientale.

Già, perché il tè è arrivato in Inghilterra solo nel 1650, diventando il simbolo per antonomasia dell'aristocrazia.

Col tempo, però, il tea time si diffuse anche nei ceti sociali più bassi. Il prezioso infuso divenne addirittura il protagonista di vere e proprie gare di corsa, tanto che le persone scommettevano sulle clippers, ovvero le navi che lo portavano nel Regno Unito, successivamente sostituite dalle navi motorizzate.

All'inizio il monopolio dell'importazione (prima dall'India, poi dalla Cina) era prerogativa della Compagnia delle Indie, fondata da Elisabetta I. Solo dalla seconda metà dell'Ottocento, grazie al Navigation Act, fu consentito anche alle compagnie estere di commerciare il tè.

Anche le colonie del Nord America apprezzavano molto la bevanda, ma alla fine decisero di boicottarla a causa dell'alta tassazione, troppo a favore della Madre Patria. L'episodio del Boston Tea Party, scintilla della guerra di indipendenza americana, fu significativo in tal senso: un gruppo di ribelli gettò in mare un carico di tè cinese portato da tre velieri nel porto di Boston, in Massachusetts. Chissà se fu proprio questo evento a rendere il tè il simbolo inglese, ma soprattutto a spingere gli americani a prediligere il caffè!

Qualche curiosità sul tè inglese

Perché il latte?

Gli inglesi sono soliti bere il tè con il latte per antica tradizione: pare infatti che l'usanza derivi dalla necessità di non macchiare la porcellana in cui veniva servito l’infuso. Evidentemente, poi, ci hanno preso gusto!

La tazza, questa sconosciuta.

All'inizio il tè veniva usato come medicinale, ma soprattutto non esistevano tazze per berlo: si usavano bicchierini di brandy, di ratafia o di rum. Quando anche gli inglesi iniziarono a produrre la porcellana ad alta resistenza (verso la fine del Settecento) tutti poterono permettersi un servizio da tè.

Modi di dire

Gli inglesi sono soliti usare l'espressione "It's not my cup of tea" quando non gradiscono qualcosa.

Il rito dell'afternoon tea

Il famoso tè delle cinque nacque grazie alla duchessa di Bedford, che era solita farsi servire una tazza accompagnata da pane morbido e torta ogni pomeriggio alle 16, per superare il senso di stanchezza che sentiva tra il pranzo e la cena.

E a voi, come piace bere il tè?

Mettiti alla prova con i test on line di inglese e di spagnolo di International House Accademia Britannica Roma!


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