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Black Friday e Cyber Monday: storia e numeri delle usanze americane che hanno travolto il mondo del business

Il Black Friday e il Cyber Monday sono due giornate durante le quali gli esercizi commerciali applicano dei super sconti sui prodotti in vendita. Pur essendo di origine USA (Il Black Friday cade il primo venerdì dopo il Thanksgiving Day, il celebre Giorno del Ringraziamento), hanno velocemente travalicato i confini del mercato americano prendendo piede in tutto il mondo.

Anche in Italia queste due giornate danno infatti il via allo shopping natalizio, soprattutto online: il Black Friday quest’anno ha avuto luogo il 23 novembre scorso.
L’opportunità offerta è quella di anticipare i tempi, consentendo al consumatore di non dover acquistare i regali a ridosso delle festività natalizie quando i prezzi si impennano e diventa difficile trovare i prodotti desiderati.

Ma l’occasione è conveniente soprattutto per aziende e negozi online che possono così anticipare a novembre una buona parte delle vendite previste per i giorni prenatalizi, realizzando forti guadagni in anticipo e favorendo le attività logistiche all’interno dei magazzini.

 

storia black friday

 

Il ruolo strategico dell’e-commerce

Anche quest’anno milioni di consumatori hanno perfezionato l’acquisto di numerosi prodotti spinti dalle offerte che le aziende hanno proposto sui propri canali e-commerce. Alcuni operatori commerciali hanno optato per promozioni aggressive con sconti dal 30% al 50% al superamento di una spesa minima di 100 o 200 euro. Altri hanno basato la loro strategia su promozioni del 20% disponibili su tutti i prodotti in commercio, altri ancora hanno offerto dei prodotti in regalo per una spesa superiore ad una determinata somma.

Molti hanno puntato sulle spese di spedizione gratuite, un cavallo di battaglia molto caro a portali come Amazon, che offre questo benefit a chi si abbona al pacchetto “Prime”.

I dati sugli acquisti effettuati tra Black Friday e Cyber Monday parlano chiaro: chi ha optato per promozioni più aggressive ha conseguito anche dei volumi di ricavi superiori rispetto agli altri. Nel complesso, nei quattro giorni compresi tra Black Friday (23 novembre 2018) e Cyber Monday (26 novembre 2018), gli utenti italiani sul web hanno speso circa 600 milioni di euro. Una cifra impressionante, una vera e propria “festa” consumistica.

Le origini di Black Friday e Cyber Monday

La prima giornata dedicata al Black Friday risale al 1924, quando la catena di grandi magazzini Macy’s istituisce una parata a New York per celebrare l’inizio del periodo natalizio. La parata viene organizzata per il primo venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento.

Visto il grande successo dell’iniziativa, molte attività commerciali si attivano per replicare quanto fatto da Macy’s fino ad arrivare a metà degli anni ’80 quando il Black Friday inizia ad assumere le caratteristiche odierne, diventando un vero e proprio fenomeno di massa.

Il Cyber Monday ha ovviamente un’origine più recente: nasce nel novembre 2005 quando il vicepresidente della National Retail Federation Ellen Davis, sottolineando un forte incremento degli acquisti online fatti durante il lunedì successivo al Black Friday, parla per la prima volta di “lunedì cibernetico”. Da quel giorno, anche il Cyber Monday si trasforma in una vera e propria tradizione commerciale non solo negli Usa ma in tutto il mondo occidentale.

Black Friday e Cyber Monday: storia e numeri delle usanze americane che hanno travolto il mondo del business

English Idioms: 10 espressioni idiomatiche per migliorare il tuo inglese

 

Le espressioni idiomatiche, o modi di dire, sono locuzioni che hanno significato esclusivamente in una specifica lingua e che sono praticamente impossibili da tradurre, a meno di lunghi giri di parole.

Gli idiomi, i proverbi e le espressioni sono una parte importante dell’inglese quotidiano e sono usati continuamente sia nell’inglese scritto che in quello parlato. Poiché non significano nulla se tradotti letteralmente, devi solo imparare a conoscerne significato e uso. Sembra difficile, ma in realtà impararli è molto divertente, specialmente se li paragoni a quelli della tua lingua.

Imparare ad usare gli idiomi e le espressioni più comuni ed usate nella vita quotidiana renderà il tuo inglese più reale, più “inglese”, e ti aiuterà a sentirti a tuo agio nelle situazioni più diverse, siano una partita di calcio o di baseball, una birra al pub, studiare o uscire per un appuntamento.

Per raccogliere tutti gli English Idioms ci vorrebbe un intero vocabolario, e forse neanche basterebbe, perché la lingua quotidiana cambia, si trasforma e si reinventa continuamente.

espressioni idiomatiche inglese

In questo articolo trovi solo 10 espressioni idiomatiche tra le più comuni per migliorare il tuo inglese, e siamo sicuri che dopo averlo letto ti verrà voglia di andare a cercarne ancora:

  1. When pigs fly
    Dal momento che i maiali non potranno mai volare, si tratta di una locuzione che significa semplicemente che qualcosa non capiterà mai.
    - Aren’t you going to buy that dream house you told me about?
    - Ugh, I will when pigs fly. It’s just so expensive, I don’t think it’ll happen.

  2. “Hit the ceiling”
    Letteralmente con “colpire il soffitto”, è un’espressione idiomatica che si utilizza quando una persona reagisce ad una situazione con grande rabbia.
    - Mom  will  hit  the  ceiling  when  she  finds  we  broke  the  vase  by  playing  ball  in  the  house again

  3. “You can’t judge a book by its cover”
    Tradotta letteralmente significa: “Non si può giudicare un libro dalla sua copertina”. Sta ad indicare, dunque, l’errore che si commette quando si giudica qualcuno o qualcosa dalle apparenze.
    - When we arrived, the hotel looked amazing – but once we got inside the rooms were dirty and damp. Well it just goes to show, don't always judge a book by its cover!

  4. “To hit the nail on the head”
    Questa locuzione idiomatica si utilizza quando una persona dice qualcosa di assolutamente corretto o riesce a descrivere esattamente le problematiche che hanno determinato un problema o una situazione.
    - My doctor hit the nail on the head. He knew exactly what was wrong with me

  5. “Break a leg”
    Questo è il corrispettivo del nostro “in bocca al lupo”. Gli inglesi utilizzano questa locuzione per augurare buona fortuna soprattutto agli attori o artisti che stanno per affrontare un palcoscenico.
    Non si dice assolutamente, mai "good luck".
    - Hey, hope you break a leg tonight.

  6. "Call it a day"
    Si usa quando si smette di fare qualcosa alla fine di una giornata di lavoro, o di studio, o di un impegno prolungato.
    - It's almost midnight - I think it's time to call it a day.

  7. "Under the weather"
    Si usa quando ci si sente poco bene, stanchi o esausti
    - Oh please, don't ask me to cook today, I'm a bit under the weather

  8. "To be loaded"
    Letteralmente “essere carico”, questa espressione si usa per descrivere qualcuno molto molto ricco.
    - “Billy paid his Harvard Law School tuition with cash. His family is loaded.


  9. To be a piece of cake
    Si riferisce ad un compito o un lavoro facile da portare a termine o concludere
    - “I expected the English test to be difficult but it was a piece of cake.”

  10. You rock
    E’ una espressione colloquiale che si usa per esprimere ammirazione, graditudine e/o affetto verso qualcuno.
    - Thanks for the tickets, Rob. You rock!

5 serie TV da guardare in lingua originale

 

Per molte persone è solamente uno svago, per altre è una vera e propria passione: le serie tv. Non riempiono solo le nostre serate noiose, ma possono davvero aiutarci ad allenare il nostro inglese. In che modo? Mettendo alla prova la nostra capacità di ascolto (listening) e allenando in particolare la nostra comprensione dei dialoghi, componente fondamentale di ogni serie tv che si rispetti.

L’importante è andare per gradi: si inizia guardando la serie tv che più ci interessa con l'audio originale, sottotitolata in inglese. Scoprirete che non solo riuscirete a comprendere una buona parte dei dialoghi ma anche piccole sfumature nella pronuncia e nella cadenza dei vari attori. Inutile dire che questo vi farà apprezzare ancor di più i vostri personaggi preferiti e la serie intera.

Una volta acquisita una maggior dimestichezza potrete pian piano iniziare a guardare gli episodi senza sottotitoli. Meglio ancora: avete una serie tv che amate alla follia e avete voglia di rivedere? Perché non provarla in Original Version (O.V.)? Non rischierete di perdervi sviluppi di trama (conoscete già la storia) e potrete godervi la vostra serie tv in un modo totalmente nuovo, e con le voci vere dei protagonisti!

Siete in cerca di consigli su alcune serie tv su cui iniziare a sperimentare il vostro inglese? Ecco i nostri consigli.

Arrow

La serie racconta le vicende di Green Arrow (alias Oliver Queen), il celebre personaggio dei fumetti della casa editrice DC Comics. Oliver Queen, dopo aver passato cinque anni su un'isola deserta, ritorna nella sua città d'origine (Starling City) dove ha lasciato la sua famiglia e i suoi amici, che ormai lo davano per morto. Mentre nasconde ai suoi cari la verità su che tipo di uomo è diventato, cerca di fare ammenda per le sue spregevoli azioni del passato, creandosi una nuova identità. Sotto il nome di Arrow combatte i criminali di Starling City per fare giustizia e riportare la quiete.

I dialoghi in lingua originale sono piuttosto comprensibili e chiari. Sono abbastanza lenti e non viene utilizzato nessuno slang particolare.

House of Cards

Questa popolare serie è ambientata a Washington D.C e racconta di un politico estremamente ambizioso, Frank Underwood, che utilizza corruzione e altri mezzi più o meno leciti per raggiungere la vetta del potere e diventare presidente degli Stati Uniti. Una serie che vale davvero la pena guardare, ricca di intrighi e colpi di scena che vi faranno rimanere letteralmente incollati allo schermo. Il tipo di linguaggio utilizzato è comprensibile ma elaborato allo stesso tempo, perfetto per imparare nuovi vocaboli.

The Big Bang Theory

È una delle serie tv più seguite in America. Ambientata a Pasadena, Big Bang Theory racconta le avventure di quattro giovani scienziati super intelligenti, Sheldon, Leonard, Howard e Raj che, nonostante le prodigiose facoltà intellettive, si rivelano dei totali imbranati per quanto riguarda le relazioni sociali. Tutti e 4 sono appassionati di fumetti, videogame e giochi di ruolo e la totale assenza di donne è sempre stata una cosa normale nelle loro vite. La loro routine però inizia a cambiare quando subentra Penny, la nuova vicina di casa di Leonard e Sheldon. La serie ha dialoghi molto veloci, ma merita davvero di essere guardata in lingua originale.

How I Met Your Mother

È una sitcom statunitense che racconta l’amicizia e le esperienze sociali e sentimentali di 5 amici nella New York del 2030. La serie infatti si apre con Ted (il protagonista) che racconta ai suoi figli gli eventi che, 25 anni prima, gli hanno permesso di conoscere quella che poi è diventata la loro mamma. Per farlo, racconta le avventure passate con il suo gruppo di amici formato da Lily, Robin, Marshall e Barney. Il linguaggio usato è davvero semplice e chiaro, tranne per il fatto che Barney a volta utilizza neologismi di sua invenzione ed espressioni non esattamente canoniche… ma è divertente anche per questo!

Friends

È una sitcom ambientata a Manhattan diventata un vero e proprio classico degli anni ’90 e dei primi 2000. Gli episodi della serie raccontano le avventure sentimentali e tragicomiche di sei amici. Friends è una serie cult, che non passa mai di moda e che ha fatto ridere moltissime generazioni. L'inglese di Friends è davvero semplice e riporta piuttosto fedelmente il linguaggio utilizzato nella vita di tutti i giorni di oggi. Si è rivelata una delle migliori serie per chi vuole cominciare a guardare le serie in lingua originale.

Immagine news

 

Anche quest’anno, per iniziare con il piede giusto dopo le ferie estive, ti invitiamo a venire a conoscerci nella nostra sede per scoprire tutti i corsi e le attività in partenza per l’anno 2018 -2019.

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Le principali differenze tra inglese britannico e americano

L’inglese è ormai largamente considerata una sorta di lingua franca universale che consente di comunicare con milioni di persone, a qualunque latitudine e di qualunque nazionalità. Nonostante ciò, questa lingua, ha subito nel corso del tempo delle sostanziali trasformazioni a seconda del luogo in cui essa viene parlata.

La storia di Stati Uniti e Regno Unito e la loro influenza in tutto il mondo hanno cambiato la lingua inglese per sempre: esportato in tutto il mondo,  l’inglese ha a sua volta subito influenze adattandosi agli usi locali.

Una delle difficoltà con cui si confronta chi impara la lingua è che non esiste un inglese “standard”. Ci sono almeno due “dialetti” fondamentali con cui confrontarsi: l’inglese britannico e quello americano.

Nonostante tutto quello che UK e USA hanno in comune e inglesi e americani si capiscano benissimo,  tra l’inglese britannico e americano ci sono notevoli differenze:  non si tratta di un semplice accento, ma di una vera diversità linguistica.

Chiunque viaggi abitualmente, sa bene quanto sia diverso parlare con un londinese o con un newyorkese si. L’inglese britannico, la sua classicità e la cadenza british sembra ormai avere davvero ben poco a che fare con gli accenti aperti dello slang americano: ma quali sono le reali differenze?

Inglese britannico e inglese americano: così uguali, così diversi

Va innanzitutto chiarito come queste differenze siano tutt’altro che strane. Basti pensare alla nostra lingua: confrontando l’italiano delle diverse regioni, ci rendiamo conto come spesso bastano un pugno di chilometri per trasformare totalmente l’accento e, in certi casi, anche la grammatica di una lingua. Per non parlare del  vocabolario.

Per utilizzare la lingua inglese al meglio e soprattutto per farsi capire ed evitare fraintendimenti o imbarazzo, è meglio sapere quali parole hanno pronuncia e significato diversi,  come cambi l’uso di certe parole e a volte persino la grammatica.

Vediamone alcune.

La pronuncia

Per chi viaggia o comunque chi parla abitualmente inglese con persone provenienti da parti diverse del mondo, la pronuncia è la prima differenza che si nota.

Ovviamente ci sono molte differenze regionali all’interno dei due paesi, ma in molte parole si usano suoni vocalici diversi, o cambia l’accento sulla parola, o il rilievo dato ad una certa consonante.

La lettera “r è forse l’esempio più lampante: gli inglesi tendono a farla sentire più che altro all’inizio della parola.

Al di là di questa curiosità, generalmente gli americani tendono, quando si tratta di spelling, a contrarre diverse parole, quasi come per rendere la discussione più breve e pratica.

Singolare e plurale

Nel più tradizionale inglese britannico nomi che si riferiscono a collettività come gruppi, squadre, comitati o simili, sono trattati come parole plurali e solo raramente al singolare.

Per l’americano, vale esattamente la regola opposta: parole di questo genere sono sempre considerate singolari.

Gotten, il participio passato di get

L’uso della forma arcaica gotten è standard negli Stati uniti, ma non nel Regno Unito, dove è stata abbandonata.

In entrambi i paesi il passato di get è got. Nell’inglese britannico anche il participio passato di get è got.

Nell’inglese americano le cose si complicano, e si usa got o gotten a seconda della situazione statica (possesso, necessità) o dinamica (acquisire o diventare).

Ad esempio:

  • Yesterday I got a new guitar
  • I’ve got a great guitar
  • I’ve gotten a new guitar
  • You’ve got to see my new guitar
  • I got into playing the guitar last year
  • I’d gotten into playing the guitar the previous year

L’uso si sta diffondendo anche in Inghilterra, anche se viene spesso considerato un americanismo

Due dizionari diversi

La caratteristica che però differenzia in maniera definitiva l’inglese britannico e quello americano, sono senza ombra di dubbio i diversi vocaboli usati in quelle che ormai stanno diventando due lingue distinte.

Secondo quanto riportato dal Cambridge Dictionary, e non solo, le parole totalmente diverse sono molte anche se  nella maggior parte dei casi restano comprensibili per entrambi gli interlocutori di un ipotetico dialogo.

L’esempio più lampante riguarda lo sport più amato dagli italiani: il termine americano per calcio è soccer, ma in inglese è  football.

Gli esempi potrebberio essere decine e decine, queste le più comuni:

  • angry (Brit.) = mad (US)
  • autumn = fall
  • biscuit = cookie
  • boot (of a car) = trunk
  • chemist’s = drug store
  • cupboard = closet
  • flat = apartment
  • lift = elevator
  • nappy = diaper
  • pavement = sidewalk
  • petrol = gas/gasoline
  • rubbish = trash
  • tap = faucet
  • trousers = pants

 Per non parlare di parole presenti in entrambi ma con significati molto diversi!

Grammatica

Gli americani usano il present perfect meno degli inglesi:

  • US Did you do your homework yet?
  • Brit. Have you done your homework yet?
  • US I already ate.
  • Brit. I’ve already eaten.

Per un britannico, è semplicemente sbagliato.

Nel British English, ‘have got’ è spesso usato come possessive di  ‘have’ e ‘have got to’ è usato informalmente come ‘have to’. Questo uso è molto meno comune nell’American English.

  • Brit. I’ve got two sisters.
  • US I have two sisters.
  • Brit. I’ve got to go now.
  • US I have to go now.

Inglese: una lingua dai tanti volti

Anche se le discordanze tra British English e American English testimoniano la differenziazione più evidente e conosciuta all’interno di questa lingua così diffusa, non va dimenticato che ne esistono altre varianti piuttosto interessanti.

Una volta diffusasi a livello planetario, soprattutto tramite le colonie britanniche, la lingua inglese ha dato vita a varianti presenti in Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda,  India e tante altre località.

 

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